building organs

Opus Joseph Bonati Xni 1713

Organo Bonatti, Rezzato

Santuario della Beata Vergine di Valverde Rezzato (Brescia)

Rezzato (Brescia)
Organo G. BONATTI
1713

Organo a trasmissione meccanica costruito da Giuseppe BONATTI nel 1713.
Posto in cantoria, addossato alla controfacciata, sopra la porta di ingresso del santuario.

CASSA e CANTORIA
Fastoso manufatto ricco di intagli e dorature scompartito in tre settori - di cui quello centrale pressoché quadrato e i due laterali a sguincio - da quattro colonne dorate e scanalate sormontate da capitello composito, il tutto ornato da intagli floreali dorati su fondo turchese con motivi verde scuro.
Sul cornicione vi è un grande medaglione centrale con la scritta "LAUDATE DOMINUM IN CHORDIS ET IN ORGANO"; la cimasa è poi sormontata da un timpano spezzato che incornicia un’edicola con una tela di autore ignoto raffigurante re Davide.
Il soffitto della cassa è dotato di una botola centrale, particolare inusuale e sospetto, stante l’esiguo spazio disponibile per l’organaro a livello del somiere.
La cassa era dotata di tenda per ogni campata, come si evince dalle guide scanalate poste internamente lungo ogni lato verticale delle campate.
La cantoria è stilisticamente un tutt uno con la cassa ed occupa trasversalmente tutta la controfacciata, consentendo così l accesso allo strumento da due diverse vie: a sinistra dalla stanza del mantice, a destra dal vano soprastante l’ingresso della Rotonda; attualmente l’antico accesso allo strumento, quello della stanza dei mantici, non è più praticabile in quanto questa è stata ridimensionata.
Il prospetto della balconata, curvilinea, è divisa in sette scomparti, delimitati da 6 piccole lesene dorate, nei quali vi sono sette dipinti su tela incollata al legno, raffiguranti scene della Vergine Maria e, al centro, una processione di devoti al Santuario di Valverde.
Con tutta evidenza, era dotata di sopralzo a graticcio o a tende, come testimoniano le sedi metalliche ancora infisse sul parapetto della balconata.
Cantoria e cassa poggiano su quattro grosse mensole in legno, riccamente decorate da volute e motivi floreali.
La cassa e la cantoria sono coeve allo strumento e sono datate 1712-13.

Sulla controfacciata si apriva una grossa vetrata quadrata, ora murata, e visibile solo dall esterno.

FACCIATA
In stagno, bocche allineate, labbro superiore a mitria con leggero punto a sbalzo sulla sommità.
Fra le due colonne più interne sono collocate le canne del Principale dal Do1 (canna centrale) al Sol#3; così da sinistra a destra: Re#2, Si1, La1, Do#2, Fa2, Fa3, Do#3, La2, Sol2, Si2, Re#3, Sol3, Fa1, Re1, Do1, Mi1, Sol1, Fa#3, Re3, La#2, Sol#2, Do3, Mi3, Sol#3, Mi2, Do2, La#1, Re2, Fa#2, seguendo la suddivisione arcaicizzante in 5 campate di 5/7/5/7/5, con i rispettivi “organetti morti”.
Nelle campate laterali sono collocate le canne in stagno delle Ottave al pedale, a sinistra: Mi2, Do2, Sol1, Mi1, La#1, Re2; a destra: Re#2, Si1, Fa1, La1, Do#2, Fa2.
Le canne dal La3 al Do5 del Principale soprani sono disposte dietro la facciata.
Le legature delle canne di facciata, facenti parte dell’apparato decorativo, sono disposte esternamente alle canne, dotate di fettucce per l’ancoraggio delle stesse.

TASTIERA:
ricostruita, di 45 tasti (Do1 - Do5) con prima ottava corta; leve in abete, diatonici ricoperti in bosso e decorati con perlina in osso e frontalini lavorati a chiocciola; cromatici in noce placcata con ebano; falsi capotasti e capotasti in noce, questi ultimi sagomati.

PEDALIERA:
ricostruita, a leggio, in noce, di 14 pedali (Do1 - Fa2) con prima ottava corta; costantemente unita al manuale senza il ricorso a riduzione. 

REGISTRI:
manette originali in noce elegantemente sagomate, senza incastro, con fulcro verso l impugnatura, montate su registriera modanata pure in noce, in un unica colonna a destra della tastiera;
cartellini manoscritti e ricollocati in sede di restauro; caratteri ripresi da S.Tomaso Cantuariense a Verona (G. BONATTI 1716), diciture riprese dal contratto autografo di Arco (G. BONATTI 1732) .
Dall'alto:
I, Principale Bassi
II, Principale Soprani
III, Ottava del Prin.le
IIII, Quintadecima
V, Decimanona
VI, Vigesimaseconda
VII, Vigesimasesta
VIII, Vigesimanona
VIIII, Trigesimaterza
X, Trigesimasesta
XI, Cornetto Primo
XII, Cornetto Secondo
XIII, Flautto in XII
XIIII, Frasolè
XV, Flautto in Ottava
XVI, Fiffaro Cromatico


Sopra la tastiera ancora tre analoghe manette ma con incastro verticale, ricostruite:

Pastorale Bassi                                                          Pastorale Soprani
Contrabassi con sue Ottave
Il Pastorale, ricostruito, è contenuto in apposita cassetta, dotata di sportelli, posta sopra la tastiera; ricostruito sul modello di S.Tomaso Cantuariense: in noce scavato con separatore centrale per i bassi/soprani.

SOMIERE MAESTRO
si tratta di un manufatto tipico della scuola veronese-gardesana.
E’ in noce, a tiro, a telaio, con le stecche rastremate che scorrono su di un letto di pelle e che fuoriescono sul lato destro e le false stecche che poggiano direttamente sul pancone: il somiere non è firmato.
Nessuna tracciatura dello scomparto del somiere sulla cintura davanti.
Coperte in noce, fissate con viti e con scarichi arrotondati in corrispondenza delle false stecche e mortase rettangolari in prossimità dell’innesto delle spade con le stecche.
Le stecche sono 16, entranti, e così disposte a partire dalla facciata: Principale 8 bassi, Principale 8 sop., Fiffaro, Ottava, Cornetto I (VIII) e Cornetto II (XII), Flauto in XII, Cornetto III (XV) e Cornetto IV (XVII), Frasolé, Decimaquinta, Decimanona, Vigesimaseconda, Vigesimasesta, Vigesimanona, Trigesimaterza, Trigesimasesta, Flauto in VIII.
Ventilabri in abete, a sezione trapezoidale, numerati in fase di costruzione apparentemente a china, con valori crescenti da destra a sinistra, sul lato sinistro del ventilabro; il primo è segnato j.
Lo scomparto da sinistra a destra è il seguente:
Mib2 Si1 La1 Do#2 Fa2 La3 Fa3 Do#3 La2 Sol2 Si2 Mib3 Sol3 Si3 Do#4 Mib4 Fa4 Sol4 La4 Si4 Fa1 Re1 Do1 Mi1 Sol1 Do5 Sib4 Lab4 Fa#4 Mi4 Re4 Sib3 Fa#3 Re3 Sib2 Lab2 Do3 Mi3 Lab3 Do4 Mi2 Do2 Sib1 Re2 Fa#2.
Secreta chiusa da due antine in noce con quattro farfalle ciascuna e senza impellatura sui bordi; farfalle sagomate e smussate alle estremità in senso obliquo, con segnatura a secco doppia in senso longitudinale per il centro del chiodo; chiodo forgiato con rondella in cuoio; farfalle numerate da sinistra: I II III IV V VI VII X; mortase cieche per le farfalle tracciate a secco e scavate solo in prossimità delle stesse. Fianchi della secreta in noce.
Pavimento della secreta in abete, con tracciatura dei centri dei fori degli spilli; fori degli spilli rimpiccioliti all’esterno tramite tasselli rotondi in noce che trattengono alla base i borsini, ricostruiti nella consueta foggia a campanile.
Sempre sul pavimento della secreta due ventilabroni per il Brustwerk e, in posizione centrale, un foro recenziore e occluso, di ca. cm 10 per lato.
Molle e spilli ricostruiti in ottone: sopravvivono le molle originali dei ventilabroni del Brustwerk, che sono in ottone.
Crivello ricostruito in cuoio teso sul telaio d’origine; bocche sopra e sottostanti d’origine.
Parallela alla cintura posteriore e sul suo piano, si reperta una sorta di rotaia lignea che potrebbe far pensare ad una possibile per quanto problematica chiusura della cella organaria diversa da quella attuale che é in muratura.
L'alimentazione delle canne di facciata è resa possibile tramite delle maestre in noce, con canali tracciati a secco, scavati e ricoperti da sottili cartelle verosimilmente in noce, a loro volta protette da strisce di pergamena: molte di queste strisce sono ricavate da fogli di spartito a notazione gregoriana (ancora ben visibili); anche i canali del somiere, nella parte inferiore, presentano analoghe strisce di pergamena.
Lo spazio fra il somiere maestro e il muro retrostante è praticamente inesistente.

SOMIERE DEL PEDALE
è diviso in due parti costituite ciascuna da una tavola scavata e contano sette ventilabri in abete ciascuno: guarniti con due mani di pelle (senza contropelle) e numerazione a sinistra cominciando da destra; punte guida laterali e gancio in ferro.
Molle e spilli ricostruiti in ottone, punte guida originali; antine in noce lavorate come quelle del somiere maestro ma con tre mani di pelle sui bordi; comando del vento a tampone.
Tali somieri alimentano le canne dei Contrabbassi e relative Ottave che, per lo più, sono in facciata; a sinistra vi sono le canne dispari, a destra le pari.
Segnature dello scomparto sulla cintura davanti.

Di metallo:
di buona lega e fattura; omogenee a meno dei pochi inserimenti e del risarcimento del Frasolé soprani effettuato in sede di restauro; quasi tutte riallungate e con qualche abbassamento di bocca.
Ritornelli: al Do ¼’.
Di legno:
di fattura molto buona e affatto particolare con il quinto superiore del labbro inferiore a sezione trapezoidale e bloccato a secco; quattordici per i Contrabassi di cui le prime cinque tappate e le due più gravi dell’Ottava.

I mantici sono due, a cuneo, collocati uno in cantoria a sinistra dello strumento e l altro, più grosso, nella stanza attigua.
Quest’ultimo è ottocentesco e a tre pieghe, con tre pompe sottostanti per l’azionamento manuale a manubrio, mentre il primo, più piccolo è originale anche se diminuito nella lunghezza, conta quattro pieghe e funge oggi da riserva d’aria; elettroventilatore.

Pressione del vento: 54 mm in colonna d’acqua.
Temperamento: inequabile ma circolante con una terza su Do-Mi e una su Fa-La.
Corista: 432 Hz a 24 °C e 61 % di U.R. al La4 del Principale.

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Giorgio CARLI - bottega organaria
Via Ponte 118/E
I - 37026 Pescantina (Verona)